A Millau il varo dell’impalcato entra nel progetto strutturale
2 Novembre 2026

Il viadotto di Millau impiega un impalcato metallico continuo lungo 2.460 metri, sostenuto da sette sistemi di stralli. La realizzazione della sovrastruttura avviene mediante varo da entrambe le sponde della valle del Tarn: due fronti di avanzamento convergono fino alla chiusura centrale. Il problema esecutivo riguarda la verifica della struttura durante il trasferimento, quando appoggi e azioni differiscono dalla configurazione definitiva.
Assemblaggio a terra e appoggi intermedi
Bureau Greisch descrive un impalcato a piastra ortotropa largo 28 metri e alto 4,20 metri. Gli elementi assemblati nelle aree di estremità vengono progressivamente trasferiti sulle pile in calcestruzzo e su sostegni intermedi temporanei. Il varo procede per tratti di 171 metri; il più alto degli appoggi provvisori raggiunge 175 metri.
La presenza di questi sostegni modifica le luci attraversate durante la costruzione. Ogni avanzamento richiede perciò di verificare la posizione del fronte, le reazioni sugli appoggi e la deformata dell’impalcato. La sovrastruttura è contemporaneamente un elemento da installare e la struttura resistente che consente l’installazione.
Stralli permanenti impiegati durante il varo
Freyssinet documenta l’utilizzo anticipato di parte della strallatura permanente per sostenere gli sbalzi di testa. I piloni metallici interessati sono montati prima dell’avanzamento dell’impalcato; i cavi devono accompagnare una geometria che varia durante il trasferimento.
La difficoltà riguarda anche le basse tensioni richieste in questa fase. Secondo Freyssinet, i trefoli vengono inizialmente installati con una tensione nominale dell’ordine del 20%, quindi detensionati fino al livello necessario al varo, indicato intorno al 5%. Il produttore descrive inoltre dispositivi speciali di deviazione in corrispondenza degli ancoraggi, destinati a proteggere i cavi durante le variazioni di assetto.
Vento, flessibilità e condizioni transitorie
La valle presenta condizioni di vento rilevanti per intensità e turbolenza. Greisch include esplicitamente nel proprio incarico il calcolo globale e al vento, le verifiche delle fasi di varo e il progetto delle attrezzature e delle opere provvisionali. Il metodo costruttivo è quindi parte del modello strutturale dell’intervento.
La verifica della configurazione finale non sostituisce quella delle singole fasi: durante l’avanzamento cambiano lunghezza degli sbalzi, distribuzione delle reazioni e contributo della strallatura. Sono condizioni da associare alla posizione effettiva della struttura e alle condizioni operative previste.
Il passaggio alla configurazione definitiva
Completato il varo, la sequenza prosegue con l’installazione dei restanti piloni metallici e della strallatura. L’attivazione del sistema definitivo richiede il coordinamento delle regolazioni dei cavi con la geometria dell’impalcato. Millau rappresenta così un caso in cui progetto permanente, attrezzature di montaggio e successione degli schemi statici devono essere sviluppati come un unico processo.
Fonti
Bureau Greisch — Millau viaduct; Freyssinet — Millau viaduct construction
Foto in apertura: Freyssinet.